Sete di Parola Giorno per Giorno

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Sete di Parola dal 23 al 29 gennaio 2022

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 Preleva Sete di Parola della 3ª Settimana  (23 – 29  gennaio)  del Tempo Ordinario dell’Anno C (174 Kbyte)


3ª Settimana del Tempo Ordinario – Anno C 

a cura di Don Claudio Valente


 

Sabato, 29 Gennaio 2022

Liturgia della Parola > 2Sam 12,1-7a.10-17; Sal 50; Mc 4,35-41

La Parola del Signore …è ASCOLTATA

In quel giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

…è MEDITATA

L’improvviso scatenarsi di una violenta burrasca contrasta con la conclusione serena e familiare di una giornata passata nell’ascolto stupito di quelle parabole che hanno rivelato il segreto del Regno. L’infuriare della tempesta mette a repentaglio la vita dei discepoli. Questa situazione si trasforma in paura, una paura simile a quella bufera che rende i discepoli aggressivi. Infatti non reggono il contrasto con l’atteggiamento di Gesù che «se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva». Per loro, questa tranquillità di Gesù nel bel mezzo di una bufera è disinteresse. Possiamo cogliere in questa reazione un elemento che caratterizza la situazione dell’uomo quando è schiacciato dalla paura: questa gli impedisce di cogliere i veri contorni della realtà, diventando così uno schermo opaco che impedisce di ca-pire il senso profondo delle cose. Per i discepoli la paura diventa quasi un ostacolo alla fede in Gesù; non riescono a riconoscere che quel dormire tranquillo di Gesù non è indifferenza, ma la certezza di chi conosce tutto e sa come e quando intervenire. Per questo Gesù, svegliatosi, non dice nulla ai discepoli, ma interviene con parole e gesti che richiamano immediatamente la potenza liberatrice di Dio. Di fronte al gesto di Gesù, i discepoli provano un timore che si traduce in una domanda: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?». La paura ha lasciato il posto al timore e da esso sgorga la domanda fondamentale del credente: «Chi è Gesù?». Il miracolo fa progredire i discepoli nella fede, alla scoperta della persona di Gesù: da una fede piccola e soffocata dalla paura, a una fede che si pone in cammino, che si interroga, che si stupisce di fronte a colui che riporta il mare agitato alla quiete. La fede può espandersi e rafforzarsi solo quando è liberata dalla paura. Così è anche per noi. Nelle tempeste  della vita spesso sentiamo che la paura, l’angoscia rende fragile la nostra fede. Forse il primo passo da fare è trasformare questa paura in preghiera. Anche se questa preghiera non è ancora fiducia totale nella potenza del Signore, resta pur sempre una porta aperta: il Signore l’accoglie nella sua povertà

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Quante volte, o Signore Gesù, nelle tempeste della nostra vita, nella paura e nell’angoscia, ti abbiamo gridato: «Maestro, non ti importa che moriamo?» e tu non ci hai mai fatto mancare la tua parola di pace e di salvezza. Accresci in noi la fede perché abbiamo sempre il coraggio di invocarti e di affidarci alla tua potente parola.

…è PREGATA

Quando sentiamo venir meno le forze e l’angoscia si impadronisce del nostro cuore, Signore, vieni in nostro aiuto!
Quando pensiamo che tu sei lontano da noi e non percepiamo la tua silenziosa presenza, Signore, vieni in nostro aiuto!
Quando la nostra piccola fede non ci fa guardare in alto e ci fa temere per la nostra vita, Signore, affrettati a soccorrerci!

 …mi IMPEGNA

È la fiducia in Dio a placare la tempesta del nostro cuore e a donare la pace. 
Ma è importante lasciare sempre aperta quella domanda che fa crescere la nostra fede: «Chi è costui? Chi è Gesù?».

 

 


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