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Sete di Parola dal 18 al 24 aprile 2021

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 3ª Settimana di Pasqua – Anno B

a cura di Don Claudio Valente


 

Domenica 18 Aprile 2021

I due discepoli che erano ritornati da Èmmaus
narravano agli Undici e a quelli che erano con loro
ciò che era accaduto lungo la via
 e come avevano riconosciuto Gesù nello spezzare il pane.

Liturgia della Parola > At 3,13-15.17-19; Sal 4; 1Gv 2,1-5; Lc 24,35-48

La Parola del Signore …è ASCOLTATA

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

 …è MEDITATA

Giorni difficili per i discepoli.
Il cuore è in subbuglio. Sconcerto, paura, turbamento, dubbio, stupore e incredulità sono solo alcuni dei sentimenti appuntati dall’evangelista Luca. Dopo il grande racconto dei discepoli ritornati dalla locanda di Emmaus, il Risorto si fa nuovamente presente in mezzo a loro. E i discepoli come reagiscono? Sono sconvolti e pieni di paura. Cosa vedono e capiscono? Un fantasma, uno spirito. Quanto assomigliamo a questi discepoli confusi e smarriti! Quanta fatica facciamo anche noi a riconoscere il Risorto presente nella nostra vita… Ci sono cristiani navigati (almeno così sembrerebbe…) che parlano del destino, della fortuna o del fato e che dietro ad un incontro che ha cambiato la vita o davanti a un evento che ha smascherato una possibile tragedia, non vedono nulla, se non il caso; cristiani talmente concentrati sulla loro prestazione religiosa, che non riescono nemmeno a vedere i segni del Regno che li circonda, che non sanno riconoscere il Vangelo che già c’è intorno a loro. Ma Gesù non molla e ribadisce: “Sono proprio io!”. Gli undici – e non solo loro! – devono allenare lo sguardo e il cuore per riconoscerlo, per superare i dubbi e le paure, per smascherare attese false o proiezioni dei propri desideri. Il Risorto, che vuole essere convincente e togliere ogni dubbio, invita a toccare e guardare. Sì, proprio così! Gesù non finisce mai di stupirci: avrebbe potuto operare un miracolo strabiliante, una guarigione da premio nobel e invece no! Per farsi riconoscere, per togliere ogni incertezza, Gesù invita a guardare i segni della passione. Quello è distintivo della sua presenza e della sua verità. Quelle ferite sono feritoie per contemplare la verità della Sua vita e della rivelazione del volto del Padre. Ancora una volta il Risorto ricorda l’inseparabilità della Croce e della Resurrezione. E’ proprio questo legame che ci dice lo specifico dell’annuncio della Pasqua. La “buona notizia” non è solamente che un morto è ritornato in vita, ma che il Figlio di Dio fatto uomo tra gli uomini ha donato tutta la sua vita per amore sulla Croce, ha sconfitto la morte ed ora è il Vivente! Ma il vangelo di oggi, accanto alla passione e alla resurrezione, introduce un terzo elemento fondamentale: la missione. Il Risorto, aprendo le menti dei discepoli all’intelligenza delle scritture dice: “Il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati”. Bellissimo: l’annuncio non è una cosa a lato o un dettaglio! La missione è parte integrante dell’unico evento della salvezza, fa parte della natura stessa della Chiesa nascente. Senza l’annuncio della conversione e del perdono dei peccati, la morte e resurrezione di Gesù rimarrebbero incompleti. Coraggio! Il Risorto invita anche noi ad annunciare che Lui è vivo e che siamo discepoli di un Dio innamorato e non sudditi intruppati e paurosi di un divino castigatore. In ufficio, a scuola, per strada, sul tram, al mercato siamo dei mandati, abbiamo questa novità esplosiva da condividere e da donare. Questo non è un optional della fede, ma una delle sue caratteristiche fondamentali. Come possiamo, come siamo capaci, nella vocazione che abbiamo ricevuto, non lasciamoci sfuggire nessuna occasione. A volte, davvero, basta solo un sorriso.

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Cristo non è un fantasma, è vestito di umanità, è sangue vivo dei giorni, è il sangue della primavera del mondo. Ha braccia anche per me, per toccare e farsi toccare; capace, tornando, di ren­dere la mia speranza amo­re. Lui è l’amico che dà sapore al pane. E mi assicura che la mia salvez­za non sta nei miei digiuni per lui, ma nel suo mangia­re con me pane e sogni; la sua vicinanza è un conta­gio di vita.     Padre Ermes Ronchi

…è PREGATA

O Padre, che nella gloriosa morte del tuo Figlio hai posto il fondamento della riconciliazione e della pace, apri i nostri cuori all’intelligenza delle Scritture, perché diventiamo i testimoni dellumanità nuova, pacificata nel tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 …mi IMPEGNA

«Non sono un fantasma». Il lamento di Gesù giunge fino a me: chi sono io per te? Qualche i­dea vaga, la proiezione di un bisogno, un’emozione, un sogno troppo bello per essere vero?
… “di me voi siete testimoni”. Non predicatori, ma testimoni, è un’altra cosa. Con la semplicità di bambini che hanno una bella notizia da dare, e non ce la fanno a tacere, e gli fiorisce dagli occhi. La bella notizia: Gesù non è un fantasma, è potenza di vita; mi avvolge di pace, di perdono, di risurrezione. Vive in me, piange le mie lacrime e sorride come nessuno.


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