Sete di Parola Giorno per Giorno

 PrimaPagina


 

Sete di Parola dal 28 maggio al 3 giugno 2023

  Leggi Sete di Parola di QUESTA SETTIMANA          

Preleva Sete di Parola di Pentecoste (28 maggio – 3 giugno 2023) dell’Anno A (265 Kbyte)


Pentecoste (8ª Settimana del Tempo Ordinario) – Anno A 

a cura di Don Claudio Valente


 

Martedì, 30 Maggio 2023

Liturgia della Parola Mc 10,28-31

La Parola di Dio  …è ASCOLTATA

In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».

…è MEDITATA

“In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito»”. Sembra di sentire il figlio maggiore della parabola del figliol prodigo che cerca di monetizzare il suo rapporto con il padre e che è un po’ quello che tutti più o meno pensiamo ma che non troviamo il coraggio di dire ad alta voce. Poi quando la vita ci pesta un piede rinfacciamo a Dio tutto: “ho sempre fatto tutto quello che dovevo fare e che la fede mi ha insegnato, perché hai fatto accadere questo?”. È inutile, è così umana questa logica commerciale in cui vogliamo far rientrare anche Dio. Gesù non sembra scandalizzato da queste parole. È bello sapere che Gesù non si meraviglia della nostra umanità, anche quando palesa degli aspetti così mediocri. Prende sul serio anche certi aspetti, ma lo fa per portarci a un livello più alto. Il contraccambio che riceviamo non è in termini semplicemente materiali.
“In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto”.Quel centuplo è fatto di una consapevolezza nuova che Cristo aggiunge alla nostra vita. È un di più che centuplica la nostra capacità di gustarci le cose. Cento volte in più in gusto della vita, non in semplici cose. E tutto ciò è necessario affinché non si fraintenda il cristianesimo come attaccamento malato alla logica del sacrificio. Vivere di sacrificio significa vivere mortificando la vita e pensando che da quella mortificazione ne avremo una contropartita più grande. È vivere sbilanciati così tanto nell’al di là da dimenticare completamente l’al di qua. Ma se la vita eterna è tale significa che non ha a che fare solo con il dopo, ma anche con l’adesso. Ecco perché dovremmo sperimentare una vita eterna, una vita piena anche ora, diversamente saremmo solo alienati ma non credenti. Pietro lo ha capito prima di tutti, e ci ha offerto un cristianesimo con i piedi per terra.

——————————————-

Quando Dio ci chiede qualcosa, lo fa in vista del meglio: Egli non si lascia mai vincere in generosità, ma perché ci vuole bene, alla fine ci accoglie nel suo amore e nella sua gioia. La rinuncia è mai fine a sé stessa, ma sempre lo è per una realizzazione più grande: quando Dio ci ama, noi dobbiamo lasciarci attrarre dal suo amore, sapendo che solo in Lui è la nostra gioia e la nostra felicità.

…è PREGATA

Noi vogliamo venire dietro a te, Gesù. vogliamo continuare a seguirti,
passo, passo, sulla via della Croce portando nel cuore ogni fratello come amico. Noi vogliamo essere per te amici fedeli ma tu, Signore Gesù, non permettere che ci lasciamo afferrare dalla paura e dalla stanchezza. Infondici l’ardore del tuo Spirito  per aderire a te e con te dare la vita in forza di quell’amore più grande che abbraccia ogni creatura.   –    Madre Anna Maria Canopi

 …mi IMPEGNA

Gesù con la sua logica di vita ci suggerisce di dare invece di possedere, di donare e di condividere invece di tesorizzare. E dove si dona e si divide il risultato è la moltiplicazione, in modo che tutti abbiano a sazietà. Gesù oggi ci ricorda che quando siamo nella strettezza – ogni strettezza – la via d’uscita è donare a piene mani perché si ha solo ciò che si dona e lo si ha in misura sovrabbondante.
Non lascia nulla chi non lascia se stesso (S.Agostino)


Vai all’archivio di Sete di Parola.