Vangelo di Domenica

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3ª Settimana  di Pasqua

18 – 24 aprile 2021


Testimoni della fede

Ce ne rendiamo conto. Per molte persone, soprattutto giovani, la religione è illogica, poco credibile, persino assurda. Nei funerali civili si saluta per l’ultima volta il cadavere e si riconosce all’individuo il percorso della vita, unica e terminata. Si viene dal nulla e si ritorna al nulla: polvere e cenere che il vento disperde.

Questo è evidente alla percezione dei nostri sensi e al metodo scientifico.

Nonostante la convivenza con Gesù Cristo e le sue chiare parole sulla vita dopo la morte e sulla sua risurrezione, pure gli Apostoli sono «sconvolti e pieni di paura» vedendo colui che deve spiegare di non essere un fantasma, e lo dimostra mangiando con loro. Gesù è costretto ad «aprire le loro menti», citando le Scritture e investendoli di una responsabilità. Ora che si trovano, pur per un breve tempo, nell’evidenza della fede, diventeranno i suoi testimoni.

Non dimentichiamo mai che il cristianesimo si fonda sull’annuncio dei testimoni. Sono le esperienze di fede, personali e collettive, a diventare prove delle realtà soprannaturali, dell’esistenza dell’anima, della grazia divina presente in ciascuno di noi. È l’incontro interiore con il Cristo e la sua Parola a incidere nella nostra vita e a mostrare l’efficacia dei suoi sacramenti. È la costante ricerca di fedeltà a lui nella realtà quotidiana a renderci cristiani credibili e costruttori del Regno di Dio.

 


VANGELO VIVO

Aveva un volto giovane e luminoso, Suor Clare Crockett, irlandese, classe 1982. A 16 anni un’amica l’invitò a un viaggio gratuito in Spagna. Lei pensava alla movida e alle spiagge assolate, ma scoprì che era una settimana di spiritualità in un monastero. Ormai il suo nome era sui biglietti e, pur scettica, non si tirò indietro. La svolta  durante l’adorazione della Croce. «Mi sono messa in fila non mossa da un impulso pio, ma semplicemente perché era quello che bisognava fare. Quando è arrivato il mio turno, mi sono inginocchiata e ho baciato i piedi di Gesù. In quei pochi secondi non so spiegare  cosa sia accaduto, non ho visto alcun coro di angeli né colombe bianche che venivano dal tetto verso di me, ma ho avuto la certezza che il Signore fosse sulla croce per me, e insieme a quella convinzione un vivo dolore. Quando sono tornata al mio banco avevo dentro un segno che prima non avevo. Dovevo fare qualcosa per Lui». A 18 anni entrava nelle Serve del focolare di Maria: «La pace che ho trovato con Dio e nella congregazione non la trovo in nessun altro posto». Il terremoto in Equador del 2016 l’ha portata in cielo.

 


TUO PICCOLO SERVO

Vorrei essere tuo testimone, Signore.
Ma faccio i conti con i miei dubbi e le mie paure,
le mie ritrosie e le mie timidezze.
Faccio i conti con una fede incerta e una pratica altalenante,
con i mille impegni che distolgono il mio sguardo da te.
Faccio i conti con i miei peccati,
la scarsa tenuta morale e i vizi nascosti,
che a volte mi chiedo perché non ti sei ancora stufato di me.
Eppure tu continui a contare su di me,
anzi mi dici di continuare a raccogliere i cocci dei miei ideali infranti,
e muovere un piccolo passo verso l’equilibrio e la verità.
Tu mi aspetti lì, e sei certo che il mio cammino sincero
non sarà inutile né perso, ma dirà al mondo che Tu esistevi,
e operavi un piccolo bene attraverso di me.
E’ questo il miracolo della fede: renderti presente attraverso di noi.
Tanto o poco, non è poi così importante.
Purché la giusta umiltà racconti che con te sono stato migliore,
e la differenza l’hai fatta tu.

 


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