{"id":1205,"date":"2018-08-15T21:02:12","date_gmt":"2018-08-15T20:02:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.immacolatapegli.org\/?p=1205"},"modified":"2026-10-22T17:49:08","modified_gmt":"2026-10-22T16:49:08","slug":"sete-di-parola-giorno-per-giorno","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.immacolatapegli.org\/?p=1205","title":{"rendered":"Sete di Parola di questa settimana"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-158\" src=\"http:\/\/www.immacolatapegli.org\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/FrecciaL.gif\" alt=\"\" width=\"15\" height=\"15\">&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.immacolatapegli.org\/\">PrimaPagina<\/a><\/h3>\n<hr>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><\/span><\/p>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><strong>Sete di Parola dal 18 <\/strong><strong>al 24 ottobre 2026<\/strong><\/h1>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-159\" src=\"http:\/\/www.immacolatapegli.org\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/FrecciaR.gif\" alt=\"\" width=\"15\" height=\"15\"> &nbsp; Leggi <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.immacolatapegli.org\/?p=3300\">Sete di Parola<\/a> <\/span>GIORNO PER GIORNO&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<\/p>\n<p><em><a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?attachment_id=686\" rel=\"attachment wp-att-686\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"FrecciaD\" src=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/FrecciaD.gif\" alt=\"\" width=\"15\" height=\"15\"><\/a> Preleva Sete di Parola della <span style=\"color: #0000ff;\">29\u00aa<a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.immacolatapegli.org\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/sdp-XXIX-TO-2026.pdf\"> Settimana<\/a><\/span>&nbsp; &#8211; <\/em><em>(18 &#8211; 24 ottobre 2026)&nbsp; del Tempo Ordinario dell&#8217;Anno A&nbsp; <\/em><em>&#8211; (352 Kbyte)<\/em><\/p>\n<hr>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><strong><em>29\u00aa<\/em> Settimana del Tempo Ordinario <\/strong><strong>&#8211; Anno A&nbsp;<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: center;\">a cura di Don Claudio Valente<\/p>\n<hr>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Domenica, 18 Ottobre 2026<\/h2>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><em><strong>San Luca, Evangelista<\/strong><\/em><\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE<\/strong><\/p>\n<p><strong>Liturgia della Parola &gt; <\/strong>Is 45,1.4-6; Sal 95; 1Ts 1,1-5; Mt 22,15-21<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>La parola del Signore\u2026\u00e8 ASCOLTATA<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Ges\u00f9 nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli Erodi\u00e0ni, a dirgli: \u00abMaestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verit\u00e0. Tu non hai soggezione di alcuno, perch\u00e9 non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di\u2019 a noi il tuo parere: \u00e8 lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?\u00bb. Ma Ges\u00f9, conoscendo la loro malizia, rispose: \u00abIpocriti, perch\u00e9 volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo\u00bb. Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domand\u00f2 loro: \u00abQuesta immagine e l\u2019iscrizione, di chi sono?\u00bb. Gli risposero: \u00abDi Cesare\u00bb. Allora disse loro: \u00abRendete dunque a Cesare quello che \u00e8 di Cesare e a Dio quello che \u00e8 di Dio\u00bb.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>&nbsp;<\/strong><strong>\u2026\u00e8 MEDITATA<\/strong><\/p>\n<p>Ges\u00f9 sfugge all\u2019insidiosa imboscata trasferendo la questione dal piano ideologico (la legittimit\u00e0 del pagamento del tributo) a quello pratico. Chiede che gli mostrino un \u201cdenaro del tributo\u201d, la moneta corrente della zecca di Roma usata in tutto l\u2019impero. Ges\u00f9 domanda di chi siano, nello stampo facciale del denaro, il ritratto e il titolo che l\u2019individua. \u201cDi Cesare\u201d gli rispondono. Ges\u00f9 conclude: \u201cRestituite dunque a Cesare quel ch\u2019\u00e8 di Cesare e a Dio quel ch\u2019\u00e8 di Dio\u201d. La risposta sconcerta gli ascoltatori. In ogni caso dobbiamo <strong>chiederci cosa sia di Cesare e cosa di Dio<\/strong>. Nella risposta di Ges\u00f9 \u00e8 chiaro cosa appartiene a Cesare: solo quella moneta della zecca di Roma su cui \u00e8 incisa l\u2019\u201cimmagine\u201d dell\u2019imperatore. Questa pertanto andava restituita al proprietario. Il Vangelo non va oltre, in questo campo. <strong>Ma cosa \u00e8 di Dio?<\/strong> Il termine \u201cimmagine\u201d, usato da Ges\u00f9 per la moneta, ha certamente richiamato la frase biblica posta proprio all\u2019inizio della Scrittura: \u201cDio cre\u00f2 l\u2019uomo a sua \u201cimmagine\u201d; a \u201cimmagine\u201d di Dio lo cre\u00f2\u201d (Gn 1,27). <strong>L\u2019uomo, anche il pi\u00f9 disgraziato o il pi\u00f9 colpevole, \u00e8 segnato radicalmente da una presenza divina.<\/strong> C\u2019\u00e8 quindi una \u201csantit\u00e0\u201d che appartiene ad ogni uomo, non per suo merito ma per dono. Ogni uomo \u00e8 icona di Dio, creato a sua immagine.<br \/>\nEbbene, quest\u2019icona \u00e8 tutt\u2019altro che restituita al Signore. Anzi, spesso \u00e8 deturpata, offesa, umiliata, frantumata, per colpe personali o per opera altrui. Ma deturpando noi stessi o gli altri, noi deturpiamo Dio stesso. Ges\u00f9 vuole esortare coloro che lo ascoltano a restituire a Dio quello che a Lui appartiene: ossia ogni uomo e ogni donna. Che cos\u2019\u00e8 di Dio? <strong>Di Dio \u00e8 l\u2019immagine nascosta nel profondo di ogni uomo ed anche dentro di me<\/strong>. Di Dio \u00e8 il soffio stesso della vita, che riceviamo e che diamo a Lui ogni volta che vogliamo bene e che renderemo a Lui nell\u2019ultimo giorno; di Dio \u00e8 l\u2019amore che rende bello il volto di ognuno e che continua la forza creatrice; di Dio \u00e8 l\u2019amicizia che unisce gli uomini tra loro, la carit\u00e0 che lui affida perch\u00e9 sconfigga il male. Il cuore, quello che \u00e8 davvero pi\u00f9 nostro e pi\u00f9 umano, \u00e8 di Dio. Rendere vuol dire riconoscere che non siamo padroni, che non serve possedere, che siamo sempre e solo dei debitori, che abbiamo ricevuto tanto, tutto, e che dobbiamo restituire. Solo regalando e donando a Dio troviamo futuro. Perch\u00e9 l\u2019amore non ruba, non perde, ma si moltiplica, si conserva, si rigenera. Dona cento volte tanto e la vita che non finisce.<\/p>\n<hr>\n<p><em>L&#8217;iscrizione recitava: divo Caesari, al divino Cesare appartiene. Ges\u00f9 scinde di netto l&#8217;unit\u00e0 di queste due parole: Cesare non \u00e8 Dio. Altro \u00e8 Cesare, altro \u00e8 Dio. Di Dio \u00e8 l&#8217;uomo, quell&#8217;uomo che Lui ha fatto di poco inferiore a un Dio. A Cesare le cose, a Dio la persona. A me dice: tu non inscrivere nel cuore altre appartenenze che non siano a Dio. Resta libero e ribelle ad ogni tentazione di venderti o di lasciarti possedere. Ripeti al potere: io non ti appartengo. Ad ogni potere umano Ges\u00f9 dice: non appropriarti dell&#8217;uomo, non ti appartiene. L&#8217;uomo \u00e8 cosa di Dio. \u00c8 creatura che ha Dio nel sangue.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>&nbsp;\u2026\u00e8 PREGATA<\/strong><\/p>\n<p><em>Ascolta, o Padre, le nostre preghiere, perch\u00e9 possiamo essere cittadini della terra e insieme membri del tuo Regno. Dacci la sapienza del cuore, perch\u00e9 possiamo corrispondere alla tua volont\u00e0. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>&nbsp;<\/strong><strong>\u2026mi IMPEGNA<\/strong><\/p>\n<p>Con l\u2019aiuto di Dio, prometto sul mio onore di fare del mio meglio<br \/>\nper compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio Paese, per aiutare gli altri in ogni circostanza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Luned\u00ec, 19 Ottobre 2026<\/h2>\n<p><strong>Liturgia della Parola &gt; <\/strong>Ef 2,1-10; Sal 99; Lc 12,13-21<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>La parola del Signore\u2026\u00e8 ASCOLTATA<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>In quel tempo, uno della folla disse a Ges\u00f9: \u00abMaestro, di\u2019 a mio fratello che divida con me l\u2019eredit\u00e0\u00bb. Ma egli rispose: \u00abO uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?\u00bb. E disse loro: \u00abFate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perch\u00e9, anche se uno \u00e8 nell\u2019abbondanza, la sua vita non dipende da ci\u00f2 che egli possiede\u00bb. Poi disse loro una parabola: \u00abLa campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra s\u00e9: \u201cChe far\u00f2, poich\u00e9 non ho dove mettere i miei raccolti? Far\u00f2 cos\u00ec &#8211; disse -: demolir\u00f2 i miei magazzini e ne costruir\u00f2 altri pi\u00f9 grandi e vi raccoglier\u00f2 tutto il grano e i miei beni. Poi dir\u00f2 a me stesso: anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; rip\u00f2sati, mangia, bevi e div\u00e8rtiti!\u201d. Ma Dio gli disse: \u201cStolto, questa notte stessa ti sar\u00e0 richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sar\u00e0?\u201d. Cos\u00ec \u00e8 di chi accumula tesori per s\u00e9 e non si arricchisce presso Dio\u00bb.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>&nbsp;<\/strong><strong>\u2026\u00e8 MEDITATA<\/strong><\/p>\n<p>\u201cRiposati, mangia, bevi, divertiti\u201d. \u00c8 in questi quattro verbi il peccato dell\u2019uomo ricco della parabola che abbiamo appena letto. In questi quattro verbi e nel pronome \u201ctu\u201d, rivolto a se stesso: \u201cTu riposati, tu mangia, tu bevi, tu divertiti\u201d. Ci sono solo lui e lui, nessun altro, il suo mondo \u00e8 abitato solo da se stesso. Nessuna relazione, nessun parente, nessun amico, neppure servi e garzoni. La sua ricchezza serve solo a lui e basta. Lui demolisce, lui ricostruisce, lui raccoglie. L\u2019unico protagonista della storia \u00e8 lui, sempre lui, solo lui. La solitudine, il ripiegamento su di s\u00e9, fa di lui un morto ancora prima che gli venga richiesta la sua vita. Il \u201cmal essere\u201d non consiste nell\u2019accumulare tesori, ma nell\u2019accumularli \u201cper s\u00e9\u201d. \u00c8 l\u2019atteggiamento tipico di chi \u00e8 ancora bambino: Mio! Tutto mio! La sua vita non ha consistenza in s\u00e9, pensa di ottenerla tramite i propri averi. Deve essere molto triste dover riempiere un vuoto esistenziale di cose. Le cose non avranno mai la capacit\u00e0 di sostituire le relazioni; non danno senso alla vita; non la rendono significativa, non le danno valore, solo la ingombrano, la ingolfano, la soffocano. I beni materiali non hanno un fine in s\u00e9, ma sono funzionali, sono in vista dell\u2019acquisizione di ci\u00f2 che realmente conta: \u201cFatevi amici con la disonesta ricchezza, perch\u00e9 essi un giorno vi accolgano nelle dimore eterne\u201d. Paolo scrive a Timoteo: &#8220;l&#8217;avarizia \u00e8 la radice di tutti i mali&#8221;. I beni materiali dunque sono in vista delle relazioni, della condivisione, della solidariet\u00e0. Valgono proprio perch\u00e9 ne puoi far parte con altri, se li tieni per te diventano un peso opprimente, impossibile da portare, diventano una tomba e la vita vi \u00e8 gi\u00e0 rinchiusa. La carit\u00e0 invece ci fa arricchire davanti a Dio e fa esplodere la vita in abbondanza non solo la nostra, ma anche quella di tutti coloro che abbiamo beneficato.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p><strong>Dall\u2019Imitazione di Cristo<br \/>\n<\/strong><em>Quelli che pensano di possedere qualche cosa quaggi\u00f9, pi\u00f9 che possederla, ne sono posseduti; e quelli che si lasciano guidare dall\u2019amor proprio sono prigionieri di se stessi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2026\u00e8 PREGATA<\/strong><\/p>\n<p><em>O Padre, sprezza il piccolo mondo in cui spesso ci rinchiudiamo, allarga i suoi confini, meglio ancora rendilo sconfinato. Fa\u2019 che non abbiamo occhi solo per noi stessi e che i nostri beni non servano solo per rimpinzare il nostro ventre, o la nostra vanagloria, o il nostro delirio di potenza. Aiutaci a trasformare il nostro ossessivo \u201cper me\u201d, nel doveroso e amorevole \u201cper voi e per tutti\u201d come Ges\u00f9 ha fatto e ha insegnato. Amen.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>&nbsp;<\/strong><strong>\u2026mi IMPEGNA<\/strong><\/p>\n<p>Quante famiglie si dividono per questioni patrimoniali. Quanto rancore, odio, distanza, sofferenza produce l\u2019attaccamento alle cose. Si arriva a considerare il denaro pi\u00f9 prezioso dei legami di sangue. Non a caso&nbsp;la smania del possesso, e del denaro soprattutto, \u00e8 uno degli alfabeti pi\u00f9 usati dal male per tenerci prigionieri.&nbsp;Ges\u00f9 racconta nel Vangelo di oggi una parabola per metterci in guardia da una simile tentazione. Il personaggio principale \u00e8 un uomo, probabilmente un uomo onesto, che lavora ogni giorno, e a cui la vita sorride donandogli abbondanza di raccolto. Fin qui nulla di strano. Ma Ges\u00f9 mette in bocca a quest\u2019uomo onesto un ragionamento che all\u2019apparenza sembra essere innocuo, ma che in fondo nasconde un tranello:<br \/>\n\u201cEgli ragionava tra s\u00e9: Che far\u00f2, poich\u00e9 non ho dove riporre i miei raccolti? \u2026Poi dir\u00f2 a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia. Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sar\u00e0 richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sar\u00e0?\u201d.<br \/>\n<strong>Il contrario di accumulare non \u00e8 sperperare, ma condividere<\/strong>.&nbsp;Chi \u00e8 eccessivamente attaccato alle cose e ignora i bisogni di chi gli sta accanto, si ritrover\u00e0 con i magazzini pieni e la vita vuota. Ricordarci che non siamo eterni non serve a spaventarci, ma a farci avere la consapevolezza che&nbsp;ci\u00f2 che conta non \u00e8 mai nelle cose, ma nei legami.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Marted\u00ec, 20 Ottobre 2026<\/h2>\n<p><strong>Liturgia della Parola&nbsp; &gt; <\/strong>Ef 2,12-22; Sal 84; Lc 12,35-38<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>La parola del Signore\u2026\u00e8 ASCOLTATA<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli: \u00abSiate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno trover\u00e0 ancora svegli; in verit\u00e0 io vi dico, si stringer\u00e0 le vesti ai fianchi, li far\u00e0 mettere a tavola e passer\u00e0 a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell\u2019alba, li trover\u00e0 cos\u00ec, beati loro!\u00bb.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2026\u00e8 MEDITATA<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cSiate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese; &nbsp;siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa\u201d.<\/em> &nbsp;Una persona che \u00e8 pronta \u00e8 completamente tesa verso ci\u00f2 che sta per accadere.&nbsp;Un po\u2019 come gli sportivi che si preparano ad una corsa e che si tengono pronti al punto di partenza a scattare non appena arriva il segnale.&nbsp;La vita eterna&nbsp;\u00e8 quel segnale che aspettiamo, ma&nbsp;tutta questa vita \u00e8 un tendere ad esso, \u00e8 un farsi trovare pronti.&nbsp;E l\u2019unica maniera che abbiamo per esserlo \u00e8 essere completamente attenti a ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 in questo momento della nostra vita.&nbsp;\u00c8 vivere nel qui ed ora&nbsp;e non nel l\u00ec e dopo. \u00c8 capire che tutto ci\u00f2 che accadr\u00e0 potremo coglierlo se siamo disposti a valorizzare ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 adesso. Gli occhi della persona che ho accanto, questo tramonto, la parola detta adesso, il bene possibile in questo istante, \u00e8 cos\u00ec che ci si allena ad&nbsp;essere pronti al grande via della vita eterna.&nbsp;Ges\u00f9 usa l\u2019immagine del padrone che torna a casa il giorno delle nozze. La casa sar\u00e0 certamente in fermento e il padrone si aspetta quel fermento, sa di essere atteso, sa che ognuno avr\u00e0 fatto la sua parte per accoglierlo. Ma che delusione invece tornare e rendersi conto di non essere atteso. Che delusione vedere che ognuno vive per se stesso, vive non in fermento, ma in appiattimento.&nbsp;La passivit\u00e0 con cui delle volte affrontiamo la vita in attesa che accada qualcosa di interessante \u00e8 il vero motivo per cui non accade mai nulla di veramente interessante.&nbsp;Ma quando passiamo la vita con i piedi per terra e il cuore pronto allora ci\u00f2 che ci aspetta \u00e8 quello che Ges\u00f9 descrive cos\u00ec: \u201cBeati quei servi che il padrone al suo ritorno trover\u00e0 ancora svegli; in verit\u00e0 vi dico, si cinger\u00e0 le sue vesti, li far\u00e0 mettere a tavola e passer\u00e0 a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell\u2019alba, li trover\u00e0 cos\u00ec, beati loro!\u201d.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p><em>Vivere alla presenza del ritorno di Ges\u00f9, dell&#8217;abbraccio finale, significa fin d&#8217;ora cambiare la nostra vita, orientarla verso il Signore, far diventare la nostra vita una veglia nella notte, rendersi conto che la nostra tenda non \u00e8 piantata per sempre su questa terra, ma che altre terre ci aspettano. Credo che un po&#8217; di sano realismo e un briciolo di crudezza eviterebbe montagne di litigi, di alterchi, di antipatie. Basterebbe fare memoria che siamo di passaggio, che il nostro destino \u00e8 diverso, pi\u00f9 grande, per evitare le trappole della presunzione di immoralit\u00e0. S\u00ec, Qualcuno ci aspetta, oltre il salto, Qualcuno ci abbraccer\u00e0, se lo desideriamo come un&#8217;arsura gi\u00e0 da questa vita. S\u00ec, aspettiamo la beata speranza del ritorno del Signore Ges\u00f9.<br \/>\n<\/em><em>Nella notte, o Dio, noi veglieremo, con le lampade, vestiti a festa, presto arriverai e sar\u00e0 giorno.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2026\u00e8 PREGATA<\/strong><\/p>\n<p><em>Dio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e fedele, perch\u00e9 possiamo sempre servirti con lealt\u00e0 e purezza di spirito.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2026mi IMPEGNA<\/strong><\/p>\n<p><strong>Stiamo pronti<\/strong>: non lasciamoci scoraggiare dalle tante cose che dobbiamo fare o dalle delusioni della vita o dalle distrazioni del nostro mondo sazio e disperato che ci propone di entrare nel paese dei balocchi. <strong>Stiamo pronti<\/strong>: perch\u00e9 ci vuole un attimo per essere travolti dalle tante cose da fare, dalla quotidianit\u00e0. <strong>Stiamo pronti<\/strong>, perch\u00e9 la vita che abbiamo \u00e8 una sola e possiamo davvero gettarla alle ortiche abituandoci al basso profilo. <strong>Stiamo pronti<\/strong> perch\u00e9 il Signore viene quando meno ce lo aspettiamo, bussa alla porta del nostro cuore con costanza ma se la nostra vita \u00e8 travolta dal rumore dell&#8217;anima non riusciamo ad ascoltarlo. <strong>Stiamo pronti<\/strong> per quando verr\u00e0 alla fine del nostro percorso di vita, iniziato qui e che mai finir\u00e0, per non lasciarci sorprendere come se Dio non fosse o non fosse il presente. <strong>Stiamo pronti<\/strong>: pregando, meditando, interrogandoci sulla vita, vivendo con quanta maggiore intensit\u00e0 possibile ogni minuto di vita che ci \u00e8 regalato. <strong>Stiamo pronti<\/strong>, il Signore viene.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Mercoled\u00ec, 21 Ottobre 2026<\/h2>\n<p><strong>Liturgia della Parola&nbsp; &gt; <\/strong>Ef 3,2-12; Cant. da Is 12; Lc 12,39-48<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>La parola del Signore\u2026\u00e8 ASCOLTATA<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli: \u00abCercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perch\u00e9, nell\u2019ora che non immaginate, viene il figlio dell\u2019uomo\u00bb. Allora Pietro disse: \u00abSignore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?\u00bb. Il Signore rispose: \u00abChi \u00e8 dunque l\u2019amministratore fidato e prudente, che il padrone metter\u00e0 a capo della sua servit\u00f9 per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, trover\u00e0 ad agire cos\u00ec. Davvero io vi dico che lo metter\u00e0 a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: \u201cIl mio padrone tarda a venire\u201d, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriver\u00e0 un giorno in cui non se l\u2019aspetta e a un\u2019ora che non sa, lo punir\u00e0 severamente e gli infligger\u00e0 la sorte che meritano gli infedeli. Il servo che, conoscendo la volont\u00e0 del padrone, non avr\u00e0 disposto o agito secondo la sua volont\u00e0, ricever\u00e0 molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avr\u00e0 fatto cose meritevoli di percosse, ne ricever\u00e0 poche. A chiunque fu dato molto, molto sar\u00e0 chiesto; a chi fu affidato molto, sar\u00e0 richiesto molto di pi\u00f9\u00bb.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>&nbsp;<\/strong><strong>\u2026\u00e8 MEDITATA<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<strong>\u201cMa lo dici per noi?\u201d.<\/strong> Ci sorprendiamo, a volte, a farci questa domanda ascoltando il Vangelo. Ormai ci siamo quasi abituati a pensare che il Vangelo sia rivolto ad altri: ad altri l\u2019invito alla vigilanza, ad altri l\u2019invito alla conversione, ad altri l\u2019invito al servizio, ad altri l\u2019invito al perdono. Sempre e solo ad altri. Noi sempre defilati, noi immuni, noi mai una volta chiamati in causa. Noi sempre predicatori e mai ascoltatori; noi sempre sul pulpito, mai sui banchi; noi sempre giudici, mai imputati. Noi da tempo assuefatti al Vangelo, vaccinati. Noi non pi\u00f9 in grado di lasciarci contagiare dal Vangelo, scossi, interpellati da esso. Mai una volta che le sue parole ci facciano sentire con le spalle al muro. Per noi il Vangelo resta muto, gli abbiamo messo la museruola. Ben altri devono porre attenzione, e noi sappiamo bene chi, ma noi, noi no! In questo modo abbiamo disinnescato il potenziale evangelico sottraendoci al suo costante appello. Il Vangelo ad uso nostro, sempre brandito contro altri, \u00e8 una deriva tanto pericolosa.. Il Vangelo non \u00e8 una cava di pietre da prendere per lapidare gli altri, ma al massimo per battere il proprio petto.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p><em>La Parola di Dio quest&#8217;oggi ci richiama ad un atteggiamento di attesa e di operosit\u00e0, sull&#8217;esempio di Cristo, che ha realizzato la volont\u00e0 del Padre, facendosi servo di tutti, A noi \u00e8 richiesto di imitarlo nella sua generosit\u00e0.<br \/>\nDel resto quante cose ci vengono date da Dio ogni giorno: la vita, la bellezza dell&#8217;aurora e del tramonto, ma soprattutto il suo amore che noi dobbiamo diffondere attorno a noi.<\/em><\/p>\n<p><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/strong><\/p>\n<p><em>Solo chi attende il Signore \u00e8 capace di apprezzare il momento presente e di conoscerne il significato e la ricchezza. Perch\u00e9 sa collocarlo nella prospettiva giusta, collegandolo alla venuta del Signore.<\/em><em><br \/>\n<\/em><strong>Un monaco della chiesa orientale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2026\u00e8 PREGATA<\/strong><\/p>\n<p><em>Fa&#8217;, o Signore, che ogni giorno possiamo offrirti con cuore puro il sacrificio della nostra volont\u00e0, sottomessi a Te, in spirito di fede e d&#8217;amore.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>&nbsp;<\/strong><strong>\u2026mi IMPEGNA<\/strong><\/p>\n<p>Che cos\u2019\u00e8 la vigilanza? Ges\u00f9 la spiega con un immagine suggestiva ed efficace:<br \/>\n\u201c<em>Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti, perch\u00e9 il Figlio dell&#8217;uomo verr\u00e0 nell&#8217;ora che non pensate<\/em>\u201d.<br \/>\nDetto cos\u00ec potrebbe sembrare che Ges\u00f9 voglia far leva sulla paura della morte per suscitare in noi l\u2019ansia dell\u2019attesa, ma in realt\u00e0 ci sta suggerendo un modo per vivere sempre aggrappati all\u2019essenziale:&nbsp;scegli e vivi come se fosse l\u2019ultima cosa che farai!&nbsp;Un simile ragionamento innanzitutto ci farebbe capire che molte cose che facciamo sono delle perdite di tempo. In secondo luogo pensare in questo modo significa&nbsp;smettere di rimandare ci\u00f2 che conta.&nbsp;Ma perdere la vigilanza significa fare lo stesso ragionamento del servo che Ges\u00f9 cita nel suo discorso:<br \/>\n\u201c<em>Ma se quel servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriver\u00e0 nel giorno in cui meno se l&#8217;aspetta e in un&#8217;ora che non sa, e lo punir\u00e0 con rigore assegnandogli il posto fra gli infedeli<\/em>\u201d.<br \/>\nDimenticarsi della propria morte significa ammalarsi di delirio di onnipotenza.&nbsp;Ricordarsi della propria morte ci ridimensiona, ci insegna pi\u00f9 umilt\u00e0, ci spinge a scendere dai nostri piedistalli, e ci disarma da tutti quegli abusi di potere (materiali, affettivi, psicologici, spirituali) che mettiamo in atto solo perch\u00e9 giochiamo a sentirci i padroni della vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Gioved\u00ec, 22 Ottobre 2020<\/h2>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><em><strong>San Giovanni Paolo II, papa<\/strong><\/em><\/span><\/h3>\n<p><strong>Liturgia della Parola&nbsp; &gt; <\/strong>Ef 3,14-21; Sal 32; Lc 12,49-53<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>La parola del Signore\u2026\u00e8 ASCOLTATA<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli: \u00abSono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse gi\u00e0 acceso! Ho un battesimo nel quale sar\u00f2 battezzato, e come sono angosciato finch\u00e9 non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D\u2019ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera\u00bb.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>&nbsp;<\/strong><strong>\u2026\u00e8 MEDITATA<\/strong><\/p>\n<p>Chi l\u2019avrebbe mai detto: <em>Ges\u00f9 piromane, guerrafondaio, sfascia famiglie<\/em>. Di Lui ci siamo fatta una immagine un po\u2019 dolciastra, da immaginetta patinata, da statuina di marzapane. <strong>La dolcezza di Ges\u00f9 non \u00e8 mai stucchevole e non scade in sdolcinature fuori luogo<\/strong>. La sua affabilit\u00e0 si coniuga anche con un carattere deciso, dai tratti ruvido, certo <strong>esigente, per nulla amante delle mezze misure e dei compromessi<\/strong>. Il suo messaggio tutto intriso di misericordia e di tenerezza non disdegna affondi di <strong>radicalismo<\/strong>. <strong>I suoi ideali sono totalizzanti<\/strong>, non si accontenta di qualcosa, cerca e vuole tutto. Ges\u00f9, che fa sua l\u2019attesa del contadino che con pazienza si adegua ai tempi lunghi del germogliare e del giungere a maturazione, mostra tutta la sua impazienza nei confronti di un fuoco che fatica ad accendersi e a incendiare il mondo intero. Il fuoco dell\u2019amore ardente e appassionato fa fatica ad attecchire nel cuore degli uomini. Ancor di pi\u00f9 il fuoco che Lui \u00e8, fuoco d\u2019amore del Padre, deve ancora attendere i giorni della sua passione prima di avvampare nella pienezza della sua combustione. Giorni di Roveto Ardente, quelli di Pasqua, nei quali Dio parler\u00e0 al suo popolo attraverso un fuoco che arde e non si estingue: il cuore del suo Figlio infiammato dal fuoco dello Spirito. Saranno i giorni del suo battesimo di fuoco, giorni di immersione nella fiamma dell\u2019amore di Dio che giunge alla morte. Dinnanzi al suo amore radicale, Ges\u00f9 mal sopporta le tiepidezze, le incertezze, le mezze misure. \u00c8 venuto a ingaggiare una battaglia e ciascuno deve fare la sua scelta di campo. Come ogni scelta, anche questa porter\u00e0 divisione pure nelle relazioni familiari pi\u00f9 intime. Ges\u00f9 sar\u00e0 come un segno di contraddizione. Il Vangelo di Ges\u00f9 non \u00e8 un romanzetto rosa, non \u00e8 un proclama accomodante, non percorre vie diplomatiche, non gli interessa mettere d\u2019accordo tutti ad ogni costo. Il Vangelo \u00e8 anche una parola dura ed esigente, richiede una scelta, una presa di posizione anche se questa pu\u00f2 essere non compresa o addirittura osteggiata da chi ci sta vicino. Da qui la scelta pu\u00f2 essere lacerante. Non \u00e8 per\u00f2 una scelta dettata da rabbia, da contesa, da disprezzo, dal desiderio di prendere le distanze, \u00e8 solo una scelta che fa emergere con evidenza ci\u00f2 che si preferisce, ci\u00f2 che si ritiene pi\u00f9 importante, ci\u00f2 a cui si vuole dedicare la vita, ci\u00f2 per cui la vita la si vuol persino perdere, con tutto il rispetto per coloro che ci amano, per tutto il rispetto per coloro che la pensano diversamente.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p><em>Siamo discepoli di un Dio che crea divisione, di un Dio che non ci lascia seduti nelle nostre certezze, assiepati dietro le nostre tiepide devozioni, ma che ci scuote e ci spinge, che brucia, brucia dentro.&nbsp;Quando <strong>sant&#8217; Ignazio, fondatore dei Gesuiti,<\/strong> uomo di Dio, innamorato di Dio, invi\u00f2 i suoi dodici compagni ad annunciare il Vangelo fino agli estremi confini del mondo allora conosciuti, disse, il giorno della loro partenza: &#8220;<\/em><u>Andate, e incendiate il mondo<\/u><em>&#8220;. Incendiari s\u00ec, ma d&#8217;amore.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2026\u00e8 PREGATA<\/strong><\/p>\n<p><em>O Padre, che hai gettato nel mondo il fuoco d\u2019amore del tuo Figlio e dello Spirito Santo, infiamma con l\u2019ardore della passione di Lui il mondo intero, perch\u00e9 ogni scoria di peccato sia bruciato nel crogiuolo dello Spirito Santo e i tuoi fedeli, ardenti nel cuore, possano con scelte decisive e nette continuare a illuminare e a riscaldare gli uomini di ogni tempo contagiandoli con la passione per il tuo Regno. Amen.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>&nbsp;<\/em><strong>\u2026mi IMPEGNA<\/strong><\/p>\n<p>Ges\u00f9 vuole che i discepoli abbandonino ogni atteggiamento di pigrizia, di ritardo, di freddezza, di chiusura, per accogliere la sua stessa preoccupazione, la sua stessa angoscia: egli sar\u00e0 inquieto fino a che le fiamme dell&#8217;amore non divamperanno nei cuori degli uomini. Il discepolo perci\u00f2 non \u00e8 chiamato ad una vita avara e tranquilla, tesa al benessere personale o anche comunitario. Il discepolo deve immergersi nel Vangelo ed essere come battezzato (appunto, immerso) in esso. L&#8217;adesione al Vangelo chiede anche una separazione dalla vecchia vita, dalla vita basata sui vecchi legami, fossero anche forti come quelli di sangue. Solo il Vangelo \u00e8 il fuoco che cambia il mondo, a partire dal cuore di ciascuno. \u201c<strong><u>Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo!\u201d Santa Caterina da Siena<\/u><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Venerd\u00ec, 23 Ottobre 2026<\/h2>\n<p><strong>Liturgia della Parola &gt; <\/strong>Ef 4,1-6; Sal 23; Lc 12,54-59<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>La parola del Signore\u2026\u00e8 ASCOLTATA<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>In quel tempo, Ges\u00f9 diceva alle folle: \u00abQuando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: \u201cArriva la pioggia\u201d, e cos\u00ec accade. E quando soffia lo scirocco, dite: \u201cFar\u00e0 caldo\u201d, e cos\u00ec accade. Ipocriti! Sapete valutare l\u2019aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perch\u00e9 non giudicate voi stessi ci\u00f2 che \u00e8 giusto? Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all\u2019esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di l\u00e0 finch\u00e9 non avrai pagato fino all\u2019ultimo spicciolo\u00bb.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>&nbsp;<\/strong><strong>\u2026\u00e8 MEDITATA<\/strong><\/p>\n<p>A chi chiedeva un segno perch\u00e9 potesse credere alle sue parole, Ges\u00f9 rispose che era lui l&#8217;unico segno che manifestava con pienezza l&#8217;amore di Dio. Poich\u00e9 in genere tutti siamo attenti solo a noi stessi e alle nostre cose, i &#8220;segni del Signore&#8221; non riusciamo a vederli, anche se sono davanti ai nostri occhi. Non cos\u00ec accade invece per conoscere il freddo e il caldo. In questi casi alziamo gli occhi per vedere le nubi e usciamo di casa per sentire il vento. Analogamente dovremmo alzare i nostri occhi per comprendere il tempo della salvezza, ossia alzare lo sguardo da noi stessi, uscire dalle abitudini consolidate che ci sclerotizzano, allontanarci dall&#8217;egocentrismo che ci rende ciechi, ed essere attenti ai segni che il Signore ci manda. Il primo grande segno \u00e8 il Vangelo, potremmo dire il segno dei segni. Ascoltare questa parola e metterla in pratica \u00e8 la prima opera del credente. Ci sono poi altri segni: i sacramenti e in particolare la santa Liturgia che rende partecipi del mistero della morte e della resurrezione del Signore. E poi anche i poveri e tutti coloro che aspettano di essere liberati dalle schiavit\u00f9 di questo mondo: essere disattenti alla loro condizione vuol dire non comprendere il cuore di Dio e della storia.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p><em>Valutare l\u2019aspetto meteorologico, ieri come oggi, \u00e8 sempre stato un modo per parlare senza dire niente, \u00e8 un modo per passare il tempo in una conversazione oziosa. I discorsi, quelli veri preferiamo evitarli. Cercare di capire cosa stia avvenendo, e dove stiamo andando, e a cosa dobbiamo prepararci, per decidere quale dovr\u00e0 essere il nostro ruolo, quali le scelte a cui siamo chiamati, quali le zavorre da cui liberarsi e quali parole nuove da apprendere, quale stile pi\u00f9 adatto da assumere \u2026 , questi sono discorsi che ci spaventano, che ci scomodano, che ci interpellano. Ma \u00e8, a nostro parere, qualcosa che possiamo rinviare a domani. Tanto c\u2019\u00e8 tempo!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2026\u00e8 PREGATA<\/strong><\/p>\n<p><em>Donaci la sapienza dei tuoi profeti perch\u00e9 in questo tempo, come ogni tempo, possiamo vedere l\u2019opera della salvezza che intessi per ogni uomo. Donaci di scorgerla fiorire, pur tra gli inestricabili intrighi degli uomini, nei gesti d\u2019amore e di speranza compiuti ovunque e sotto ogni bandiera, dagli uomini di buona volont\u00e0. Amen.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>&nbsp;<\/strong><strong>\u2026mi IMPEGNA<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;intelligenza ci \u00e8 stata donata per comprendere i segni che ci vengono da Dio, dal prossimo, dalle circostanze della vita. Il Signore ci invita ad interpretare da noi stessi i tempi che viviamo, a coglierne anche gli aspetti positivi, non solo e sempre le cose negative. Di avere uno sguardo di fede sulla vita, non uno sguardo mondano.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Sabato, 24 Ottobre 2026<\/h2>\n<p><strong>Liturgia della Parola&nbsp; &gt;&nbsp; <\/strong>Ef 4,7-16; Sal 121; Lc 13,1-9<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>La parola del Signore\u2026\u00e8 ASCOLTATA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Ges\u00f9 il fatto di quei galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Ges\u00f9 disse loro: \u00abCredete che quei galilei fossero pi\u00f9 peccatori di tutti i galilei, per aver sub\u00ecto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali croll\u00f2 la torre di S\u00ecloe e le uccise, credete che fossero pi\u00f9 colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo\u00bb. Diceva anche questa parabola: \u00abUn tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trov\u00f2. allora disse al vignaiolo: \u201cEcco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest\u2019albero, ma non ne trovo. T\u00e0glialo dunque! Perch\u00e9 deve sfruttare il terreno?\u201d. Ma quello gli rispose: \u201cPadrone, lascialo ancora quest\u2019anno, finch\u00e9 gli avr\u00f2 zappato attorno e avr\u00f2 messo il concime. Vedremo se porter\u00e0 frutti per l\u2019avvenire; se no, lo taglierai\u201d\u00bb.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2026\u00e8 MEDITATA<\/strong><\/p>\n<p>Due fatti di cronaca sono il pretesto che Ges\u00f9 usa per far svegliare la gente e noi dal torpore che ci convince che le cose tragiche succedono sempre agli altri. \u00c8 proprio questo tipo di convinzione che ci fa rimandare la nostra conversione a un futuro indeterminato. Invece la cronaca nera che tante volte riempie i telegiornali durante l\u2019ora di pranzo o di cena dovrebbe spingere ciascuno di noi a convertirci, non tanto per non fare la stessa fine, ma per non divenire noi stessi causa di male per gli altri, o impreparati davanti a ci\u00f2 che non si pu\u00f2 prevedere. Poi Ges\u00f9 prende di petto un altro aspetto essenziale:&nbsp;fino a quando possiamo rimandare le conseguenze delle nostre azioni?&nbsp;Per spiegarcelo racconta una parabola:<br \/>\n\u00ab<em>Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trov\u00f2. Allora disse al vignaiolo: Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perch\u00e9 deve sfruttare il terreno? Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest&#8217;anno finch\u00e9 io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porter\u00e0 frutto per l&#8217;avvenire; se no, lo taglierai<\/em>\u00bb.<br \/>\nNon \u00e8 contraddittorio dire che Dio \u00e8 infinitamente misericordioso ma la Sua pazienza ha un limite? Assolutamente no, infatti&nbsp;noi siamo infinitamente amati da Dio, sempre, senza ripensamenti, ma questo amore non ci protegge dalle conseguenze delle nostre azioni.&nbsp;Se l\u2019amore ci deresponsabilizzasse non sarebbe pi\u00f9 amore perch\u00e9 ci toglierebbe la libert\u00e0. Invece \u00e8 proprio perch\u00e9 siamo liberi che siamo responsabili delle nostre azioni, e chi ti ama pu\u00f2 pazientare ma alla fine non pu\u00f2 evitarti la conseguenza delle tue scelte. Quindi scegli ora che hai tempo, perch\u00e9 poi il tempo finisce.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>Ma cos&#8217;\u00e8 che rende ancor pi\u00f9 grave l&#8217;infruttuosit\u00e0 del fico? Non solo non d\u00e0 frutti, dice Ges\u00f9, ma &#8220;sfrutta il terreno&#8221;, lo impoverisce succhiandone inutilmente gli umori. S\u00ec, vivacchiando mediocremente, diventiamo &#8220;sfruttatori&#8221; della grazia ricevuta, rendendola inefficace in ordine alla salvezza. Un tale atteggiamento \u2013 \u00e8 chiaro &#8211; lede innanzi tutto noi stessi. Ma non solo: fa del male anche a chi ci sta intorno perch\u00e9, rimandando i tempi della conversione, priviamo anche gli altri di quella energia spirituale che scaturisce da una fede autentica.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>&nbsp;<\/em><strong>\u2026\u00e8 PREGATA<\/strong><\/p>\n<p><em>O Padre, tu sei il Dio della vita, non certo la causa delle nostre disgrazie. Alle nostre mani hai affidato l\u2019universo e in esso ogni umana relazione. Donaci un cuore forte e generoso capace di scegliere la via della vita e di perseguirla con coraggio e determinazione. Amen.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>&nbsp;<\/strong><strong>\u2026mi IMPEGNA<\/strong><\/p>\n<p>All&#8217;origine della morte dei poveri galilei uccisi durante il culto non vi \u00e8 una punizione divina, ma l&#8217;arroganza di Pilato e la violenza che il potere porta sempre con s\u00e9. All&#8217;origine della morte dei diciotto cittadini rimasti schiacciati dal crollo della torre di Siloe non vi \u00e8 l&#8217;intervento di Dio ma l&#8217;imperizia dei costruttori! Ges\u00f9, con una sola battuta, smentisce la nostra idea della sofferenza come punizione divina, riconducendo l&#8217;origine della disgrazia a ragioni molto pi\u00f9 semplici e verificabili. Ma aggiunge il Signore, questi eventi sono un&#8217;opportunit\u00e0 per riflettere sulla brevit\u00e0 della vita, sulla necessit\u00e0 di andare all&#8217;essenziale. Se la nostra vita pu\u00f2 essere portata via da un incidente o dalla follia di un procuratore romano, allora va vissuta con intensit\u00e0 e verit\u00e0 giorno per giorno, per convertirci alla buona notizia del Regno perch\u00e9 se la morte \u00e8 un evento drammatico, la morte dell&#8217;anima \u00e8 peggiore. L&#8217;analisi di Ges\u00f9 chiarisce definitivamente un pregiudizio ancora molto diffuso: la sofferenza non \u00e8 una punizione divina, ma l&#8217;opportunit\u00e0 di una riflessione che ci indirizzi verso orizzonti pi\u00f9 ampi ed autentici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><em>&nbsp;<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr>\n<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-159\" src=\"http:\/\/www.immacolatapegli.org\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/FrecciaR.gif\" alt=\"\" width=\"15\" height=\"15\"><\/em> Vai all&#8217;archivio di <a href=\"http:\/\/www.immacolatapegli.org\/?p=1188\">Sete di Parola<\/a>.<\/p>\n<hr>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;PrimaPagina &nbsp; &nbsp; Vai all&#8217;archivio di Sete di Parola. &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-1205","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.immacolatapegli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1205","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.immacolatapegli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.immacolatapegli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.immacolatapegli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.immacolatapegli.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1205"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.immacolatapegli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1205\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.immacolatapegli.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1205"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.immacolatapegli.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1205"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.immacolatapegli.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1205"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}